Introduzione
L’ictus cerebrale rappresenta una delle principali cause di morte e di disabilità permanente nel mondo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), milioni di persone vengono colpite ogni anno da eventi cerebrovascolari, molti dei quali potrebbero essere prevenuti attraverso un’adeguata identificazione dei fattori di rischio e una diagnosi precoce delle patologie vascolari.
Tra gli strumenti diagnostici più importanti in questo ambito vi è l’ecodoppler dei tronchi sovraortici (TSA), comunemente definito ecodoppler carotideo, un esame non invasivo che permette di valutare la morfologia e la funzionalità delle arterie che portano il sangue al cervello.
Grazie alla sua elevata accuratezza diagnostica, alla sicurezza e alla ripetibilità, l’ecodoppler TSA rappresenta oggi l’esame di primo livello nello studio delle carotidi e delle arterie vertebrali.
Cosa sono i tronchi sovraortici
I tronchi sovraortici sono i principali vasi arteriosi che originano dall’arco dell’aorta e garantiscono l’apporto di sangue al cervello, al collo e agli arti superiori.
Essi comprendono:
- arteria carotide comune destra;
- arteria carotide comune sinistra;
- arterie carotidi interne;
- arterie carotidi esterne;
- arterie vertebrali;
- arteria succlavia.
La loro integrità è fondamentale per mantenere un adeguato flusso sanguigno cerebrale.
Cos’è l’ecodoppler carotideo
L’ecodoppler carotideo combina due metodiche ecografiche:
- ecografia B-mode, che studia la morfologia del vaso;
- Doppler pulsato e Color Doppler, che analizzano la velocità e la direzione del flusso sanguigno.
L’esame consente di valutare contemporaneamente:
- anatomia delle arterie;
- presenza di placche aterosclerotiche;
- ispessimento intimale;
- grado di stenosi;
- caratteristiche della placca;
- velocità del flusso;
- eventuali turbolenze emodinamiche.
Come si svolge l’esame
L’esame dura mediamente dai 15 ai 30 minuti.
Il paziente viene fatto sdraiare in posizione supina con il collo leggermente esteso e ruotato.
Una sonda lineare ad alta frequenza permette di visualizzare dettagliatamente le pareti arteriose.
Il Color Doppler evidenzia il flusso ematico mediante differenti colorazioni, mentre il Doppler pulsato misura le velocità sistoliche e diastoliche del sangue.
L’esame è:
- indolore;
- privo di radiazioni;
- non invasivo;
- ripetibile;
- eseguibile anche nei pazienti anziani o fragili.
Quando è indicato
L’ecodoppler TSA è indicato in numerose condizioni cliniche.
Le principali comprendono:
- sospetto di stenosi carotidea;
- prevenzione dell’ictus;
- TIA (attacco ischemico transitorio);
- vertigini di origine vascolare;
- sincope di sospetta natura cerebrovascolare;
- soffio carotideo;
- aterosclerosi sistemica;
- diabete mellito;
- ipertensione arteriosa;
- ipercolesterolemia;
- fumo di sigaretta;
- arteriopatia periferica;
- follow-up dopo endoarteriectomia o stenting carotideo.
L’aterosclerosi carotidea
La patologia più frequentemente riscontrata è l’aterosclerosi.
Con il passare degli anni, colesterolo, cellule infiammatorie e tessuto fibroso possono accumularsi nella parete arteriosa formando la placca aterosclerotica.
La progressiva crescita della placca determina:
- restringimento del lume vascolare;
- riduzione del flusso sanguigno;
- aumento della turbolenza;
- maggiore rischio di trombosi;
- possibile embolizzazione cerebrale.
L’identificazione precoce della placca permette di intervenire prima che si sviluppino eventi ischemici.
Lo spessore medio-intimale (IMT)
Uno dei parametri più studiati è lo spessore medio-intimale carotideo (Intima-Media Thickness, IMT).
L’aumento dell’IMT rappresenta un indicatore precoce di aterosclerosi e di rischio cardiovascolare globale.
La sua misurazione è particolarmente utile nei soggetti con:
- ipertensione;
- diabete;
- dislipidemia;
- familiarità per malattie cardiovascolari.
Le stenosi carotidee
La stenosi consiste nel restringimento del vaso.
L’ecodoppler permette di quantificarne il grado attraverso:
- valutazione morfologica;
- velocità sistolica di picco (PSV);
- velocità telediastolica (EDV);
- rapporti velocimetrici.
Le stenosi vengono generalmente classificate in:
- inferiori al 50%;
- comprese tra il 50% e il 69%;
- superiori al 70%;
- occlusione completa.
Questa classificazione è fondamentale per stabilire il trattamento più appropriato.
La caratterizzazione della placca
Non tutte le placche presentano lo stesso rischio.
L’ecografia permette di distinguerle in base a:
- ecogenicità;
- contenuto lipidico;
- componente fibrosa;
- presenza di calcificazioni;
- ulcerazioni superficiali;
- omogeneità strutturale.
Le placche ipoecogene e ulcerate sono considerate maggiormente instabili e associate a un rischio più elevato di eventi cerebrovascolari.
Il ruolo nella prevenzione dell’ictus
L’ictus ischemico è frequentemente causato dall’embolizzazione di materiale proveniente dalle carotidi.
L’ecodoppler rappresenta quindi uno dei principali strumenti di prevenzione primaria e secondaria.
Nei pazienti sintomatici consente di identificare rapidamente le stenosi significative candidabili a trattamento chirurgico o endovascolare.
Nei soggetti asintomatici permette invece di stratificare il rischio cardiovascolare e impostare adeguate strategie preventive.
Follow-up
L’esame viene frequentemente utilizzato per monitorare:
- progressione delle placche;
- evoluzione delle stenosi;
- risultati della terapia medica;
- controllo dopo endoarteriectomia;
- follow-up dopo impianto di stent carotideo.
La periodicità dei controlli dipende dal grado di stenosi e dal profilo di rischio del paziente.
I vantaggi dell’ecodoppler
I principali punti di forza della metodica sono:
- elevata accuratezza diagnostica;
- assenza di radiazioni ionizzanti;
- costo contenuto;
- possibilità di ripetizione nel tempo;
- studio dinamico del flusso;
- disponibilità nella maggior parte dei centri diagnostici.
Nella maggior parte dei casi rappresenta il primo esame prima di eventuali approfondimenti con angio-TC o angio-RM.
Limiti dell’esame
Pur essendo estremamente affidabile, l’ecodoppler presenta alcuni limiti.
La qualità dell’esame può essere influenzata da:
- importanti calcificazioni;
- conformazione anatomica del collo;
- obesità;
- elevata biforcazione carotidea;
- esperienza dell’operatore.
In presenza di dubbi diagnostici possono essere necessari ulteriori esami di imaging vascolare.
Conclusioni
L’ecodoppler carotideo e dei tronchi sovraortici rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per la diagnosi precoce delle malattie cerebrovascolari. La possibilità di valutare contemporaneamente la struttura della parete arteriosa e la dinamica del flusso ematico consente di identificare precocemente le alterazioni aterosclerotiche, stimare il rischio di ictus e guidare le decisioni terapeutiche.
In un’epoca in cui la prevenzione cardiovascolare riveste un ruolo sempre più centrale, questo esame costituisce un presidio diagnostico essenziale, soprattutto nei soggetti con fattori di rischio quali ipertensione, diabete, dislipidemia, fumo e familiarità per malattie vascolari. L’esecuzione periodica, quando indicata dal medico, permette di monitorare l’evoluzione delle lesioni e contribuire in maniera significativa alla riduzione degli eventi ischemici cerebrali.
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