Sara Genangeli ed il linfodrenaggio manuale

Introduzione

Il linfodrenaggio manuale (Manual Lymphatic Drainage, MLD) rappresenta una delle tecniche più conosciute e utilizzate nell’ambito della fisioterapia, della riabilitazione linfologica e della terapia decongestionante complessa. Grazie a manovre delicate, ritmiche e specificamente orientate lungo il decorso dei vasi linfatici, questa metodica mira a favorire il drenaggio della linfa, ridurre l’edema e migliorare la funzionalità del sistema linfatico.

Professionisti della fisioterapia e della riabilitazione, tra cui Sara Genangeli nell’ambito della propria attività clinica e formativa, contribuiscono alla diffusione di questa metodica, la cui efficacia è oggi supportata da numerosi studi scientifici soprattutto nella gestione del linfedema correlato al trattamento oncologico.

Il sistema linfatico: un organo spesso sottovalutato

Il sistema linfatico costituisce una componente fondamentale dell’organismo umano. È formato da una rete di capillari, collettori, linfonodi e grossi dotti che raccolgono il liquido interstiziale, filtrano antigeni e cellule estranee e contribuiscono al corretto funzionamento del sistema immunitario.

Ogni giorno circa due-quattro litri di liquidi vengono recuperati dal sistema linfatico e reimmessi nella circolazione sanguigna. Quando questo delicato equilibrio si altera, possono comparire accumuli patologici di liquido nei tessuti, noti come edemi.

Che cos’è il linfodrenaggio manuale?

Il linfodrenaggio manuale è una tecnica terapeutica sviluppata negli anni Trenta dal biologo danese Emil Vodder e successivamente perfezionata da numerose scuole europee, tra cui quelle di Foldi, Leduc e Casley-Smith.

A differenza del massaggio tradizionale, il linfodrenaggio:

  • utilizza pressioni molto leggere;
  • segue il decorso anatomico dei vasi linfatici;
  • rispetta la fisiologia della contrazione dei linfangioni;
  • non provoca dolore;
  • non determina iperemia importante dei tessuti.

L’obiettivo non consiste nello “spingere” semplicemente i liquidi, ma nello stimolare il funzionamento fisiologico del sistema linfatico.

I principali campi di applicazione

Le indicazioni cliniche comprendono numerose condizioni patologiche.

Linfedema

L’impiego più consolidato riguarda il trattamento del linfedema primario e secondario.

Particolarmente frequente è il linfedema conseguente al trattamento del carcinoma mammario, dopo dissezione linfonodale ascellare o radioterapia.

In questi pazienti il linfodrenaggio rappresenta uno dei pilastri della Terapia Decongestionante Complessa (Complete Decongestive Therapy, CDT).

Edemi post-operatori

Dopo numerosi interventi chirurgici il drenaggio manuale può contribuire a:

  • accelerare il riassorbimento dell’edema;
  • ridurre la sensazione di tensione;
  • migliorare la mobilità articolare;
  • favorire il recupero funzionale.

Traumatologia sportiva

Distorsioni, lesioni muscolari, interventi ortopedici e fratture possono beneficiare del trattamento nelle fasi appropriate della riabilitazione, sempre sotto indicazione del medico e del fisioterapista.

Insufficienza venosa cronica

In alcuni pazienti accuratamente selezionati il linfodrenaggio può contribuire alla riduzione dell’edema associato all’insufficienza venosa, soprattutto se integrato con terapia compressiva.

Come si svolge una seduta

Una seduta inizia con un’attenta valutazione clinica.

Il terapeuta osserva:

  • distribuzione dell’edema;
  • consistenza dei tessuti;
  • eventuale fibrosi;
  • stato cutaneo;
  • presenza di cicatrici;
  • condizioni vascolari.

Il trattamento prevede manovre lente, circolari e spiraliformi, eseguite con una pressione estremamente ridotta (circa 30-40 mmHg), sufficiente a stimolare i capillari linfatici superficiali senza comprimere il circolo venoso.

Le sedute durano generalmente tra 30 e 60 minuti.

La Terapia Decongestionante Complessa

Oggi il linfodrenaggio manuale non viene considerato un trattamento isolato.

Le linee guida internazionali indicano la Complete Decongestive Therapy come il trattamento di riferimento.

Essa comprende:

  • linfodrenaggio manuale;
  • bendaggio multistrato a corta estensibilità;
  • esercizio terapeutico;
  • cura della cute;
  • educazione del paziente;
  • successivo utilizzo di indumenti elastocompressivi.

L’efficacia maggiore deriva proprio dall’integrazione di questi interventi.

Cosa dice la ricerca scientifica

Negli ultimi anni numerosi studi hanno valutato il ruolo del linfodrenaggio.

Le evidenze dimostrano che:

  • è efficace nella riduzione del volume del linfedema se inserito nella Terapia Decongestionante Complessa;
  • migliora la qualità di vita dei pazienti;
  • riduce la sensazione di pesantezza e tensione;
  • può diminuire il dolore in alcuni pazienti;
  • favorisce il recupero funzionale dell’arto.

Per contro, le prove scientifiche risultano meno robuste riguardo all’utilizzo del linfodrenaggio per finalità esclusivamente estetiche, come il trattamento della cellulite o il dimagrimento localizzato.

Controindicazioni

Il trattamento deve essere evitato o attentamente valutato in presenza di:

  • insufficienza cardiaca scompensata;
  • trombosi venosa profonda acuta;
  • infezioni acute (erisipela, cellulite batterica);
  • edema di origine cardiaca non compensata;
  • neoplasie attive non ancora valutate dall’équipe oncologica;
  • insufficienza renale grave.

La valutazione clinica preliminare rappresenta quindi un passaggio indispensabile.

Formazione e professionalità

L’esecuzione del linfodrenaggio richiede una preparazione specifica.

Le principali scuole internazionali (Vodder, Foldi, Leduc e Casley-Smith) prevedono percorsi formativi strutturati che comprendono anatomia linfatica, fisiologia, patologia del sistema linfatico e pratica clinica.

L’efficacia della metodica dipende infatti non soltanto dalle manovre manuali, ma dalla capacità del professionista di valutare il paziente e di inserire il trattamento all’interno di un progetto riabilitativo personalizzato.

Conclusioni

Il linfodrenaggio manuale rappresenta oggi una metodica consolidata nella fisioterapia linfologica e nella riabilitazione del linfedema. Le migliori evidenze scientifiche ne supportano l’utilizzo soprattutto quando viene integrato nella Terapia Decongestionante Complessa, associando drenaggio manuale, compressione, esercizio terapeutico ed educazione del paziente.

Professionisti qualificati, come Sara Genangeli nell’ambito della propria attività clinica, contribuiscono alla diffusione di un approccio basato sulla corretta valutazione del paziente, sull’applicazione rigorosa delle tecniche manuali e sul rispetto delle più recenti raccomandazioni scientifiche, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita delle persone affette da linfedema ed altre condizioni edematose.

Bibliografia

  1. International Society of Lymphology. The Diagnosis and Treatment of Peripheral Lymphedema: 2023 Consensus Document. Lymphology. 2023.
  2. Oremus M, Walker K, Dayes I, et al. Technology Assessment: Diagnosis and Treatment of Secondary Lymphedema. McMaster University Evidence-based Practice Center.
  3. Földi M, Földi E. Foldi’s Textbook of Lymphology. Elsevier.
  4. Leduc A, Leduc O. Manual Lymphatic Drainage. Springer.
  5. Lasinski BB, McKillip Thrift K, Squire D, et al. A Systematic Review of the Evidence for Complete Decongestive Therapy in the Treatment of Lymphedema. PM&R. 2012.
  6. Ezzo J, Manheimer E, McNeely ML, et al. Manual lymphatic drainage for lymphedema following breast cancer treatment. Cochrane Database of Systematic Reviews.
  7. Ridner SH. Pathophysiology of Lymphedema. Seminars in Oncology Nursing.
  8. Rockson SG, Rivera KK. Estimating the population burden of lymphedema. Annals of the New York Academy of Sciences.
  9. Mortimer PS, Rockson SG. New developments in clinical aspects of lymphatic disease. Journal of Clinical Investigation.
Prenota
Chiamaci